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Tutto scorre, tutto cambia, molto probabilmente non sono più la stessa persona di allora. Smile

Oggi so perchè odio i matrimoni. O più in generale feste&celebrazioni dedicate a qualcuno. Ed ecco perché:

convinti di fare un favore ai festeggiati, facciamo di tutto per apparire più felici di quanto in realtà non siamo, creando così in loro, e più in generale in tutti gli astanti, false aspettative di futuri rosei che andranno molto probabilmente deluse. Gli auguri nascondono quindi il loro opposto: una iattura. Augurando l’impossibile, condanniamo all’ordinario

E cioè, detto in tono meno stupidamente aulico: mostrandoci tutti felici& belli, col sorriso migliore nel vestito migiore, creiamo un clima di competizione euforica, contribuiamo a creare un falso mito riguardo al futuro. Troverei molto più bello e spontaneo mostrarci normali, augurando magari agli sposi un semplicissimo”ti auguro di essere più felice di quanto io già non sia” senza nascondere le nostre cicatrici, i nostri pianti e le nostre tensioni. Le risate, gli auguri e i regali sgorgherebbero allora sincere dal cuore, senza nuvole di fallimento all’orizzonte. Perché simulare la purezza della gioia e dell’armonia, se non sappiamo ammettere la nostra imperfezione? Simulare la pace con parenti ed amici odiati da sempre è davvero comparabile al perdonarli sul serio nel nome della felicità dei festeggiati? Essere felici è davvero uguale al mostrarsi felici?

In realtà adoro i matrimoni; ma odio l’ipocrisia che, inevitabilmente, li accompagna. Trovo siano troppo importanti per contaminarli con la nostra frettolosa approssimazione. Mi piace augurare gioia e felicità eterne, ma solo se riesco ad intravederle dentro e fuori di me. Non prima.

E qui, chiudo questa inutile riflessione. Auguri agli sposi, di cuore Smile