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Tutto scorre, tutto cambia, molto probabilmente non sono più la stessa persona di allora. Smile

Immagine di Le sirene di Titano
I terrestri si comportavano sempre come se in cielo vi fosse un grande occhio, e come se quel grande occhio fosse avido di spettacoli. Il grande occhio era appassionato di teatro. Il grande occhio era indifferente al fatto che gli spettacoli terrestri fossero commeie, tragedie, farse, parodie, prove atletiche o vaudeville. La sua esigenza, che i terrestri trovavano irresistibile come la forza di gravità, era che gli spettacoli fossero grandiosi.

La richiesta era così forte che i terrestri quasi quasi non facevano altro che esibirsi, notte e giorno, persino nei loro sogni.

Il grande occhio era il solo pubblico cui i terrestri tenessero per davvero. Le rappresentazioni più fantastiche che Salo aveva visto erano state messe in scena da terrestri terribilmente soli. Quel grande occhio immaginario era tutto il loro pubblico.

[…]

Beatrice, che sembrava la regina degli zingari, covava il proprio malumore ai piedi della statua di un giovan fisico. A prima vista, lo scienziato in camice da laboratorio sembrava un perfetto servitore di null’altro che la verità. A prima vista ci si convinceva che soltanto la verità poteva farlo felice, mentre guardava sorridendo la sua provetta. A prima vista, si pensava che egli fosse tanto lontano dagli stupidi interessi dell’umanità quanto gli armonium nelle grotte di Mercurio. Ecco, a prima vista, un giovanotto senza vanità, senza desideri smodati e si attribuiva al suo valore nominale il titolo che Salo aveva scolpito sulla statua: La scoperta dell’energia atomica.

E poi ci si accorgeva che il giovane cercatore della verità aveva un’erezione scandalosa.

Kurt Vonnegut, Le sirene di Titano