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Tutto scorre, tutto cambia, molto probabilmente non sono più la stessa persona di allora. Smile

– Che… cos’è…questa roba?! – disse infine.
– E’ una bambina! – disse con entusiasmo Martio, ponendosi di fronte ad per presentarla e tenendole entrambe le mani in atteggiamento anglosassone. – L’abbiamo scoperta soltanto oggi. E’ in carne e ossa, e il doppio del naturale!
– Ho sempre pensato che fossero mostri favolosi! – disse l’Unicorno – E’ viva?
– Sa parlare, – disse Martio solennemente
L’Unicorno guardò Alice come in sogno e disse: – Parla bambina.
Alice non potè fare a meno di increspare le labbra in un sorriso nel rispondergli: – Ma lo sa che anch’io ho sempre pensato che gli Unicorni fossero mostri favolosi? Mai visto uno prima d’ora!
– Bè, ora che ci siamo visti l’un l’altro, – disse l’unicorno – se tu crederai a me, io crederò a te. Siamo d’accordo?

[ Lewis Carrol, Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie ]

L’Essere si rispecchia nell’identità, l’identità nell’alterità.
Come dice Stefano Bartezzaghi, essere al mondo è stringere patti con l’Unicorno.
Coi mostri, con gli altri, con…te.