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Tutto scorre, tutto cambia, molto probabilmente non sono più la stessa persona di allora. Smile

Una persona su tre nelle società avanzate soffre di tumore o simili.
Una su tre.
33.333333333 %

C’est à dire che se a tavola in famiglia siete quattro, uno dei tuoi ha buone possibilità di essere il prossimo.
Chi sarà? Tua madre, tuo padre o tuo fratello?
Ringraziamo tutti insieme il progresso dell’Occidente.

Una sorpresa su tre / sarà uno di nooooooooooi canticchia un granchio maligno infilandosi in un ovulo.
Mi sveglio, bagnato. Non solo di sudore.

Quando hai il cancro alcune cellule del tuo corpo si riproducono ad una velocità folle, divorandoti dall’interno.
Curioso pensare a quanto Madre Natura è stata precisa nel difendersi scatenando proprio questa malattia;
pensandoci bene, la nostra società sta collassando proprio perchè si riproduce e consuma a ritmi folli.
Contrappasso, direbbe Dante.
Ennesimo frattale crudele dell’universo, dico io.

Sei miliardi di possibili consumatori,
uno su tre,
fanno due miliardi di possibili tumori.

Da bravi manager rampanti massimizziamo il profitto, produciamo energie atomiche che poi seppelliamo in bidoni radioattivi in fondo al mare che poi mangiamo nei pesci spada al mercurio radioattivo che poi piangiamo quando nostro padre muore e lo seppelliamo sotto terra pronto da mangiare ma se i vermi sapessero che schifezza imbottita di scorie si stanno divorando se ne starebbero lontani anche loro ed allora che senso ha tutto questo che senso ha avere vent’anni e consumare consumare consumare se la seconda legge della termodinamica mi inchioda ad un futuro da unosutre e uno su tre significa che con tutta probabilità se non sarò io sarà una donna che avrò a fianco e se non sarà lei sarà nostra figlia, perchè alla statistica non si scappa e allora vorrei buttare via dalla finestra adesso questo merda di Nokia che mi porto vicino alle palle tutti i giorni e dirvi che vi amo troppo per telefonarti sul cellulare anche solo mezza volta se so che avete il cellulare a meno di un chilometro dall’utero ma non capireste. Vorrei prendere a schiaffi il primo ragazzino a cui vedessi scegliere il prossimo cancro con suoneria polifonica portatile e vorrei ingoiare i solventi che userò per sviluppare i miei prossimi rullini e che caspita studio a fare per il prossimo esame se all’entropia non si scappa? L’entropia, madames&monsieurs è l’entropia che mi spaventa davvero non la precarietà del posto di lavoro o la pensione. Far finta di nulla è da folli, ogni minima azione/acquisto comporta conseguenze impensabili. Matematica del caos, un battito d’ali di farfalla in Cina scatena un’inculata senza vasellina a New York, diceva così no?

Compri un cd, meglio non sapere che materiali ci sono dietro quei bei riflessi cangianti, potrebbe definitivamente passarti la voglia di mangiare pesce.
Compri della mozzarella allora, ma la diossina che provocherà lo smaltimento dell’involucro di plastica in cui te la porti a casa è la stessa già contenuta all’interno di quel tenero bocconcino di latte d’Aversa.
Compri un bel cellulare nuovo? Sei sicuro di voler sapere che fine farà la batteria al litio di quello che hai appena buttato nel cassonetto? Beh, la stai già respirando.
Etcaetera etcaetera etcaetera ad libitum.

Il mondo ha il cancro e io come possibile pubblicitario sono un agente patogeno tremendo.
E tu? Guardati dentro, scoperchia il tuo involucro, forse il cancro consumista ce l’hai tu.
Uno su tre potresti essere proprio tu.


per pensare: http://www.ecologist.it/cancrozac04.html