Qui dovrò scrivere qualcosa su me stesso. Almeno credo Smile Nel frattempo:

Sempre povero e tutt’altro che delicato e bello, come credono i più, ma anzi ruvido, ispido, scalzo e senza dimora. Si sdraia per terra senza coperte, dorme all’aperto davanti alle porte e per le strade e poichè possiede la natura della madre, convive sempre con la povertà. Secondo l’indole del padre, invece, tende insidie ai belli e ai nobili, ha coraggio, è impavido e veemente, temibile cacciatore, infaticabile nell’escogitare astuzie, desideroso di conoscere e ricco di risorse, continuamente filosof, incantatore terribile, preparatore di filtri, ragionatore capzioso. La sua natura non è mortale nè immortale, ma nello stesso tempo fiorisce e vive, muore e poi ritorna alla vita […]. Quello che prende gli sfugge via subito, sicchè non è mai povero, né ricco. Egli sta in mezzo fra sapienza e ignoranza.

Diotima/Socrate, parlando di Eros nel Simposio di Platone

2 commenti

  1. marmalade ha detto:

    perchè non la scrivi?
    A me pare che ne valga la pena.

  2. attilio ha detto:

    E già la povertà! Nel nostro sistema ciò che conta è solo la ricchezza; l’unica cosa che conta in una persona è quanto riesce ad accumulare, tutto il resto … nullità. Valori come la solidarietà, l’amicizia, quella vera, l’amore, la bellezza di vedere un proprio simile progredire, uscire dalla povertà … non conta. Conta solo il denaro. Un saluto da attilio

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