Il gioiello nel loto: desiderio sessuale e illuminazione nel buddhismo

marzo 10th, 2010 § 0

Il Maestro zen Tao Chi una volta scrisse:

Spezza i vincoli dell’amore ordinario,
trova il tesoro e diventa immortale.
La vera rinuncia è comprendere che i sensi sono intrinsecamente puri
e che siamo l’immagine dell’universo.
Raggiungete l’illuminazione e sarete liberi dall’oceano delle passioni illusorie.
Stabilitevi nella meditazione e trascenderete le barriere della vita e della morte.
Il rispetto dei re e la virtù del Buddha saranno vostri
se sboccerete come un fiore di loto tra le fiamme divampanti

L’imperatore provò ad invitarlo al suo palazzo, ma Tao-Chi si nascose per non farsi trovare. Poi alla domanda di dove si fosse nascosto rispose “A bere nelle bettole e dormire nei bordelli: è lì che pratico meglio, non a palazzo”. Questi furono i suoi versi sul letto di morte:

Per sessant’anni ho fatto baldoria nella confusione
sbattendo la testa contro barriere a est e a ovest.
Ora tutto si è riunito ed è tornato alla sorgente,
l’acqua scorre sotto il cielo smeraldo.

Come dice un vecchio proverbio giapponese, “un uomo che non sia mai stato stregato dal sorriso di una donna è un buddha di legno, di metallo o di pietra”.

Erano mesi che non scrivevo; mesi che non avevo più voglia né motivo di scrivere. Ma una campana tibetana, il sole isterico di Marzo e un buon libro mi ricordano che è quasi Primavera.

Testi presi dal libro di John Stevens, Il gioiello nel loto: desiderio sessuale e illuminazione nel buddhismo. Ubaldini editore, Roma

Il tradimento della riflessione

novembre 18th, 2008 § 0

Infinite mirror - Flickr

Infinite mirror — Flickr

Mi piace riflettere. Da sempre.
No, non parlo di pensiero analitico né di una qualche istintiva ermeneutica innata che mi perseguiti dall’infanzia. Parlo di quella particolare disposizione psicofisica in cui contemporanea-mente pensiamo, osserviamo, imitiamo, maturiamo, contempliamo, compenetriamo e … capiamo.

Eppure, la nostra filosofia ha sovrapposto il significato di riflessione e quello di analisi; laddove il verbo riflettere richiamava in origine la magia propria di specchi e simili, oggi lo usiamo per qualcosa di completamente opposto e cioè la speculazione filosofica. E qui viene fuori un’altra sovrapposizione semantica: in senso figurato infatti parliamo di specchi d’acqua ed in senso più letterale siamo ormai abituati alla tecnologia degli specchi in vetro, ma in entrambi i casi siamo lontanissimi dalla specul-azione filosofica. In tutti e tre i casi la radice comune è quella di specchio, speculum. E però, i primi due generano riflessi, mentre la speculazione genera riflessioni analitiche. Riflessi & riflessioni. Speculare: indagando sull’etimologia risaliamo al latino speculum e di lì al verbo guardare. Uno specchio serve a guardare, a vedere: ed allora la mente può “vedere” solo attraverso la speculazione, così come gli occhi possono vedere se stessi solo con lo specchio. E da qui sarebbe facile ricollegarsi alla radice greca di idea e cioè eidein, vedere…

Ma. Dico, ma.

La nostra cara tradizione filosofica, così metodicamente cartesiana, non ha forse abbandonato il sentiero della mente che ricerca se stessa? La mente che riflette conosce per empatia più che per analisi, compenetra più che scindere. E’ una mente vuota, pronta a riflettere qualsiasi cosa le si pari davanti e ad abbandonarla appena vada via. Come uno specchio. Come una mano che non stringe. Il suono di una mano sola, nella tradizione dello Zen.

Una cosa semplicissima, così semplice da essere difficlissima.
Certi piccoli slittamenti semantici del lessico nascondono tradimenti gravi Smile
A me piace riflettere, rifletterti. Proprio ora che mi stai leggendo. E a te?

Fiore di loto

novembre 5th, 2008 § 0

Il sutra del loto è un testo buddhista, lunghissimo. C’è chi addirittura lo considera un testo il cui solo titolo è la via imprescindibile per capire l’essenza del Nirvana; sicuramente è un testo bellissimo.

Non l’ho mai letto.

Eppure, oggi ho mangiato un loto e ho sorriso.
L’ho morso, ho guardato il modo in cui la disposizion dei fiori ricorda chiaramente un fiore, ed ho sorriso.
Ho sorriso perché un cachisso napoletano è sicuramente ben diverso dal loto cino-giapponese, eppure l’essenza della mente è la stessa. Uguale l’armonia, la musica, il ritmo.

Amicizia omonima

ottobre 20th, 2008 § 2

Immagine di Dice lo zenParadosso, bellezza & armonia.
Una mano applaude anche da sola,
ma in compagnia suona meglio.

Vale anche per noi, amico mio

Mente zen, mente di principiante: mente innamorata

marzo 19th, 2008 § 1

Immagine di Mente zen, mente di principianteUn roshi è una persona che ha realizzato quella perfetta libertà che costituisce la potenzialità di tutti gli esseri umani. Egli vive libero nella pienezza di tutto il suo essere. Il flusso della sua coscienza non è fatto di strutture fisse e ripetitive come la nostra coscienza egocentrica, ma sorge anzi spontaneo e naturale dalle effettive circostanze del presente. Tutto ciò comporta una vita dalle caratteristiche straordinarie — capacità di rimanere sempre a galla con le proprie risorse, vigore, spontaneità, semplicità, umiltà, serenità, allegria, incredibile perspicacia e incommensurabile compassione. Il suo intero essere attesta che cosa significhi vivere nel presente. Anche senza che si dica o si faccia nulla, l’impatto puro e semplice dell’incontro con una personalità così evoluta può essere sufficiente perché cambi l’intero sistema di vita di una persona […]

Ma in definitiva non è la straordinarietà del maestro a creare nello studente perplessità, curiosità e profondità, anzi è proprio la sua totale ordinarietà. Siccome egli è semplicemente se stesso, funge da specchio per i suoi studenti. Quando stiamo con lui, avvertiamo nitidamente le nostre forze e le nostre debolezze senza alcun senso di approvazione o critica da parte sua. In sua presenza vediamo la nostra faccia originaria, e ciò che vediamo come una cosa tanto straordinaria non è altro che la nostra vera natura. Quando impariamo a lasciar libera la nostra intima natura, i confini tra maestro e discepolo scompaiono in un profondo flusso di essere e di gioia al dischiudersi della mente di Buddha.

Shunryu Suzuki Roshi : Kyoto, 1970

Ci sono molte, molte persone a cui vorrei (e dovrei) dedicare questa frase. Ma soprattutto a te, mi amor Smile

Il guerriero morbido

luglio 4th, 2007 § 1

L’uomo dev’essere il contrario della spada:
Come la katana è morbida dentro, ma dura fuori;
un uomo dev’essere duro dentro, ma morbido fuori.

Hosokawa Sensei

shrike

La frase di cui sopra mi è stata riportata dal mio Maestro di Aikido, Pasquangelo Fresca (odia essere chiamato così Smile ), che a sua volta mi raccontava di un vecchio stage del Maestro Hosokawa. La frase si spiega con un’altra massima riportata da Hosokawa:

La virtù più importante per un guerriero?
La sensibilità.

C’è da riflettere, molto. A me piace pensare che il tremendo samurai Miyamoto Musashi abbia riassunto secoli fa tutto questo con questo suo dipinto, molto molto poetico.

Mare di zen

maggio 19th, 2007 § 0

Mare?

mare_di_zen.jpg

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