L’Universo, com’è già stato notato in altre sedi, è un posto maledettamente grande, cosa che, per amore di un’esistenza quieta, la maggior parte della gente finge di non sapere.
Douglas Adams, Ristorante al termine dell’Universo
Ristorante al termine dell’Universo
novembre 12th, 2009 § 0
Espandendomi
maggio 16th, 2008 § 0
Equidistanti dagli atomi e dalle stelle, noi stiamo espandendo gli orizzonti della nostra esplorazione ad abbracciare sia l’estremamente piccolo sia l’estremamente grande
Carl Sagan in: Stephen Hawking, Dal big bang ai buchi neri p.9
Idem! 
LuckyII, maiko, eNeRgIa :: la panchina e il brahman
aprile 20th, 2007 § 0
In India lo chiamano Brahaman.
In sanscrito è detto Prana.
In Cina respirano il Chi.
In Giappone il Ki.
In Brasile l’Axé.
Noi tre, a raccontinventare filosofie e combattimenti marziali.
Mi hai svelato che il Prana si muove a spirale;
e che vicino a torrenti, cascate, esseri viventi, la vibrazione del Prana accelera.
Oggi, su questa panchina di ferro vecchio a Santa Caterina, ho sentito il Prana accelerare.
E non era una cascata, ma tre menti come tre diapason immensi.
L’Universo respira, e noi con lui.
Il bicchiere & il significato dell’Universo
marzo 16th, 2007 § 0
L’universo ha avuto un significato molto prima che si sapesse cosa significava
Il pensiero normale, di fronte a un universo che è avido di comprendere, ma di cui non riesce a dominare i meccanismi, richiede sempre alle cose il loro senso, ed esse glielo rifiutano; invece, il pensiero cosiddetto patologico abbonda di interpretazioni e di risonanze affettive, di cui è semopre pronto a sovraccaricare ua realtà altrimenti deficitaria. Per l’uno esiste il non verificabile sperimentalmente, vale a dire l’esigibile; per l’altro, esistono esperienze senza oggetto, vale a dire il disponibile. Adottando il linguaggio dei linguisti, diremo che il pensiero normale soffre sempre di un deficit di significato, mentre il pensiero cosiddetto patologco (almeno in talune sue manifestiazioni) dispone di una pletora di significante.
Claude Lévi Strauss, 1949

Ho troppe, troppe cose da dire.
Come un bicchiere ammalato d’acqua.