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	<title>Dario &#187; sangue</title>
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	<description>guerriero &#124; monaco &#124; poeta</description>
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		<title>La luna dietro il vulcano</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 00:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[la Luna è dietro il vulcano il cacciatore di aquiloni sanguina sulla neve tra poche ore sarà ancora l’alba]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la Luna è dietro il vulcano<br />
il cacciatore di aquiloni sanguina sulla neve<br />
tra poche ore sarà ancora l’alba</p>
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		<title>Il mercato di notte</title>
		<link>http://dario.caregnato.net/blog/273-il-mercato-di-notte/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 03:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le strade di Natale, un gatto morto gocciola il suo sangue in un tombino, passeggio nei vicoli dove di giorno compriamo esistenze nuove di zecca. Quanto ti è costato davvero un taglio di capelli, Bruno? Quanto costa a me, oggi? E a tua figlia? Il cuore mi fa le capriole, l’amore m’infiamma, il tempo ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le strade di Natale,<br />
un gatto morto gocciola il suo sangue in un tombino,<br />
passeggio nei vicoli dove di giorno compriamo esistenze nuove di zecca.</p>
<p>Quanto ti è costato davvero un taglio di capelli, Bruno?<br />
Quanto costa a me, oggi?<br />
E a tua figlia?</p>
<p>Il cuore mi fa le capriole,<br />
l’amore m’infiamma,<br />
il tempo ci consuma</p>
<p>C’est la vie <img src='http://dario.caregnato.net/engine/wp-content/plugins/tango-smileys-extended/tango24/smile.png' alt='Smile' title='Smile' class='tse-smiley' height='24' width='24' /></p>
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		<title>Sanguino-lento</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 22:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cantami di un cane esploso sui binari, l’urlo dei freni&#38;lo schianto&#38;un guaito smaciullato. Sensibile vuol dire necessariamente fragile? Perchè piangi mi amor? Per quello che vedi, per quello che non vedi più     o per quello che non vedi ancora? Cantami una bambina d’importazione, che svende la sua verginità sui cartelli stradali di via Gianturco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 0px 10px 10px 0px" height="213" alt="Anish Kapoor, Blood Solid, 2000" src="http://dario.caregnato.net/engine/wp-content/uploads/2007/10/windowslivewriter28027a139dde-15011image-35625ed4-b1a4-4033-8e2a-eef62f77811e.png" width="305" align="left" border="0" /> <font color="#ff0000">Cantami di un cane esploso sui binari, l’urlo dei freni&amp;lo schianto&amp;un guaito smaciullato.</font></p>
<p><em><font color="#008000">Sensibile vuol dire necessariamente fragile?        <br />Perchè piangi mi amor?        <br />Per quello che vedi,         <br /> per quello che non vedi più  <br />   o per quello che non vedi ancora? </font></em></p>
<p><font color="#ff0000">Cantami una bambina d’importazione, che svende la sua verginità sui cartelli stradali di via Gianturco, dieci euro soltanto per fare felice a ripetizione qualche privilegiato idiota che gode a chiamarla <em>puttana </em>per svuotarsi in un solo gesto le tasche e le palle.</font></p>
<p><em><font color="#008000">C’era una volta un principe, che viveva in un castello. Non era azzurro, ma aveva tutto: gioventù, donne, ricchezze ed un padre che si illudeva di nascondergli per sempre la malattia e la morte. Ma un giorno il principe chiese come regalo di compleanno un’uscita dal suo palazzo ir-reale, e scoprì senza volerlo proprio la malattia e la morte e le pire funebri e si tinse il volto con le ceneri di uno sconosciuto. Quel principe era Siddhartha, più di duemila anni fa; e da quando ha messo la testa fuori dal suo palazzo, lo chiamiamo Buddha. Il risvegliato.</font></em></p>
<p><font color="#ff0000">E i graffi sul braccio sono binari, binari morti, e il coltello li solca piano come un aratro paziente mentre fa sbocciare il sangue. Incidi, incidi più forte, squarciati pure le vene; ma intanto cantami l’orrore puro, i bambini soldato e la fame che si mangia le ossa e la follia di Kurtz e le urla delle monache stuprate, le fosse comuni e monsieur Malaussène che non esiste eppure è ognuno di noi, cantami cantami cantami e fa che ogni parola sia come un chicco di sale bianco nelle mie ferite: brucia, ma disinfetta.</font></p>
<p><em><font color="#008000">Candid, non è il migliore dei mondi possibili questo qui; eppure bisogna pur vivere come se lo fosse. Nietzsche diceva che se scruti dentro l’abisso, l’abisso scruta dentro di te. Ed allora conosci l’orrore, ma chère Candide, ma abbandonalo subito.</font></em></p>
<p><font color="#ff0000">Cantami di un cane esploso sui binari, una donna che piange da sola e migliaia di manichini portati a spasso dalle loro ventiquattr’ore e i loro tailleurs.     <br />Cantami, o Diva, di questo universo che si consuma      <br />raccontami il ruggire di questi cervelli che non s’arrendono      <br />e porta con te almeno un po’ di pioggia, calda, per sgrassare via quei binari e l’anima mia.</font></p>
<p><font color="#008000"><em>Chissà chissà domani / su che cosa metteremo le mani       <br />se si potrà contare ancora le onde del mare […]         <br />nascerà e non avrà paura nostro figlio / e chissà come sarà lui domani        <br />su quali strade camminerà / cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani […]         <br />e se è una femmina si chiamerà futura.        <br />Il suo nome detto questa notte / mette già paura        <br />sarà diversa bella come una stella / sarai tu in miniatura […]         <br />qui tutto il mondo sembra fatto di vetro / e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio […]         <br />aspettiamo senza avere paura, domani.</em></font></p>
<p><font color="#008000"><em><font size="2">Lucio Dalla, Futura :: [</font><a href="http://it.youtube.com/watch?v=xhOnmfh0FGc" target="_blank"><strong><font size="2">video</font></strong></a><font size="2">] &amp; [</font><a href="http://www.italianissima.net/testi/futu.htm" target="_blank"><strong><font size="2">testo</font></strong></a><font size="2">]</font></em></font></p>
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		<title>L’ipercorpo</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2007 17:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cita-riflessioni da libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tesi]]></category>
		<category><![CDATA[intimità]]></category>
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		<category><![CDATA[pelle]]></category>
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		<description><![CDATA[Al giorno d’oggi occhi (cornee), sperma, ovuli, embrioni e soprattutto il plasma vengono socializzati , scambiati e conservati in apposite banche. Il sangue de territorializzato scorre da un corpo all’altro attraverso una vasta rete internazionale di cui ormai è impossibile distinguere le componenti economiche, tecnologiche e mediche. La linfa rossa della vita irrora un corpo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a title="40349181_c079c65e0c.jpg" rel="lightbox" href="http://dario.caregnato.net/engine/tesi/wp-content/uploads/2007/05/40349181-c079c65e0c.jpg"><img id="urn:zoundry:jid:40349181_c079c65e0c.jpg" style="display: inline; float: right; width: 200px; height: 266px;" title="40349181_c079c65e0c.jpg" src="http://dario.caregnato.net/engine/tesi/wp-content/uploads/2007/05/40349181-c079c65e0c-tn.jpg" border="0" alt="40349181_c079c65e0c.jpg" width="200" height="266" /></a>Al giorno d’oggi occhi (cornee), sperma, ovuli, embrioni e soprattutto il plasma vengono socializzati , scambiati e conservati in apposite banche. Il sangue de territorializzato scorre da un corpo all’altro attraverso una vasta rete internazionale di cui ormai è impossibile distinguere le componenti economiche, tecnologiche e mediche. La linfa rossa della vita irrora un corpo collettivo informe, disperso. La carne e il sangue, socializzati, abbandonano l’intimità soggettiva e passano all’esterno. Ma questa carne pubblica ritorna all’individuo attraverso il trapianto, la trasfusione, l’assunzione di ormoni. Il corpo collettivo ritorna a modificare la carne privata, talvolta riportandola in vita o fecondandola in vitro. […] come l’ipercorteccia sospinge oggi i porpri assoni attraverso le reti digitali del pianeta, l’ipercorpo dell’umanità estende i suoi tessuti chimerici tra le epidermidi, tra le specie, oltre le frontiere e gli oceani, da una sponda all’altra del fiume della vita.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Levy Pierre, Il virtuale, (1997) Raffaello Cortina Editore</em></p>
</blockquote>
<p><em>Se neanche la pelle è</em> ormai un confine sicuro, davvero ci meravigliamo dei reality? Della privacy? Delle fantasie erotiche ormai condivise su tutti gli schermi? La nostra mente somiglia ad un calamaro: rivoltato come un calzino, per pulirlo dalle interiora. E poi divorarlo?</p>
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