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	<title>Dario &#187; filosofia</title>
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	<description>guerriero &#124; monaco &#124; poeta</description>
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		<title>Il tradimento della riflessione</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 19:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi piace riflettere. Da sempre. No, non parlo di pensiero analitico né di una qualche istintiva ermeneutica innata che mi perseguiti dall’infanzia. Parlo di quella particolare disposizione psicofisica in cui contemporanea-mente pensiamo, osserviamo, imitiamo, maturiamo, contempliamo, compenetriamo e … capiamo. Eppure, la nostra filosofia ha sovrapposto il significato di riflessione e quello di analisi; laddove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_321" class="wp-caption alignleft" style="width: 212px"><a href="http://flickr.com/photos/60901665@N00/755039101/"><img class="size-full wp-image-321" title="Infinite mirror" src="http://dario.caregnato.net/engine/wp-content/uploads/2008/11/755039101_53c0f6b8a8.jpg" alt="Infinite mirror - Flickr" width="202" height="257" /></a><p class="wp-caption-text">Infinite mirror — Flickr</p></div>
<p>Mi piace <strong>riflettere</strong>. Da sempre.<br />
No, non parlo di pensiero analitico né di una qualche istintiva <em>ermeneutica innata</em> che mi perseguiti dall’infanzia. Parlo di quella particolare disposizione psicofisica in cui <em>contemporanea-mente </em>pensiamo, osserviamo, imitiamo, maturiamo, contempliamo, compenetriamo e … capiamo.</p>
<p>Eppure, la nostra filosofia ha sovrapposto il significato di <strong>riflessione </strong>e quello di <strong>analisi</strong>; laddove il verbo riflettere richiamava in origine la magia propria di specchi e simili, oggi lo usiamo per qualcosa di completamente opposto e cioè la speculazione filosofica. E qui viene fuori un’altra sovrapposizione semantica: in senso figurato infatti parliamo di <strong>specchi </strong>d’acqua ed in senso più letterale siamo ormai abituati alla tecnologia degli <strong>specchi </strong>in vetro, ma in entrambi i casi siamo lontanissimi dalla <strong>specul-azione </strong>filosofica. In tutti e tre i casi la radice comune è quella di specchio, speculum. E però, i primi due generano <em>riflessi</em>, mentre la speculazione genera <em>riflessioni </em>analitiche. Riflessi &amp; riflessioni. Speculare: indagando sull’etimologia risaliamo al latino <em>speculum </em>e di lì al verbo <em>guardare</em>. Uno specchio serve a guardare, a vedere: ed allora la mente può “vedere” solo attraverso la speculazione, così come gli occhi possono vedere se stessi solo con lo specchio. E da qui sarebbe facile ricollegarsi alla radice greca di <strong>idea </strong>e cioè <em>eidein</em>, vedere…</p>
<p>Ma. Dico, ma.</p>
<p>La nostra cara tradizione filosofica, così metodicamente cartesiana, non ha forse abbandonato il sentiero della <em>mente che ricerca se stessa</em>? La mente che <em>riflette </em>conosce per empatia più che per analisi, compenetra più che scindere. E’ una mente vuota, pronta a riflettere qualsiasi cosa le si pari davanti e ad abbandonarla appena vada via. Come uno specchio. Come una mano che non stringe. Il suono di una mano sola, nella tradizione dello <strong>Zen</strong>.</p>
<p>Una cosa semplicissima, così semplice da essere difficlissima.<br />
Certi piccoli slittamenti semantici del lessico nascondono tradimenti gravi <img src='http://dario.caregnato.net/engine/wp-content/plugins/tango-smileys-extended/tango24/smile.png' alt='Smile' title='Smile' class='tse-smiley' height='24' width='24' /><br />
A me piace <strong>riflettere</strong>, rifletterti. Proprio ora che mi stai leggendo. E a te?</p>
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