la Luna è dietro il vulcano
il cacciatore di aquiloni sanguina sulla neve
tra poche ore sarà ancora l’alba
La luna dietro il vulcano
febbraio 11th, 2009 § 0
Nouvelle erotique
giugno 26th, 2008 § 2
Ancheggiare biondo tra lamiere grigiofumo,
una corona di riccioli in controluce mi sveglia
ed è un istante lunghissimo in questa strada tra la metro e l’ufficio,
un istante che scivola su quella carne imperlata di sudore e profumo
si incaponisce tra le pieghe di quel vestito troppo sottile,
si avvolge lungo le sue caviglie
e si arrende ubriaco tra le creste iliache ed il suo ventre.
Una volpe vanitosa, una stronza bellissima e una virago fragile.
Allucinazioni e sfaccettature rubate alla sua nuca mentre la spio camminare ed allontanarsi nel traffico.
Vorrei invitarla a teatro, chiederle se ha mai fatto danza, baciarla e scoprirla e sentire il rumore di quel vestito che cade une due quattro dieci volte, e farle un ritratto e farmi graffiare e scaldarle il sangue in uno qualsiasi di questi portoni o di queste vetrine, così vuoti e così pieni di nulla.
Catrame, polvere, noia. L’odore dolciastro della spazzatura. I clacson e la follia metropolitana.
Non esistono più.
C’è solo il suo modo di camminare e quel vestito che annuncia Primavera
Stiletto nel cuore
settembre 13th, 2007 § 0
(colonna sonora Fabrizio De Andrè — La Ballata Dell’Amore Cieco , ovviamente)
Odio i gabbiani
marzo 20th, 2007 § 1
Odio i gabbiani,
odio vederli planare tra i grattacieli affamati di blu,
il mare che sa di mercurio gli ha insegnato il sapore della spazzatura
e i riflessi, muti, delle pareti di vetro.
Odio i gabbiani,
perchè odio me stesso e i miei fratelli
i loro assassini colorati e la mia ignoranza frettolosa
Odio i gabbiani,
perchè i gabbiani sono il mare e il vento e il sale tra le piume,
e invece loro sono lì ma intorno a me la Tangenziale è una sequoia di cemento,
in quest’alba di speranza avvelenata al monossido
Evtusenko: Uomini
marzo 15th, 2007 § 2
Una poesia che è come l’acqua ragia; un solvente, per i dolor…colori più testardi.
Non ci sono uomini poco interessanti.
Sono i loro destini storie di pianeti.
Tutto, nel singolo destino, è singolare
E non c’è un altro pianeta che gli somigli.
Ma se qualcuno è vissuto inosservato
– e di questo si è fatto un amico -
tra gli uomini è stato interessante
anche col suo passare inosservato.
Ognuno
Ha un mondo misterioso
Tutto suo.
E in esso c’è l’attimo più bello
E l’ora più angosciosa,
solo che noi non ne sappiamo niente.
Se muore un uomo,
con lui muore
la sua prima neve, il primo bacio,
la sua prima battaglia…
E tutto egli porta via con sé.
Restano, è vero, libri e ponti
Macchine e quadri. E’ destino
Che molto rimanga, eppure
Qualcosa se ne va lo stesso.
E’ la legge di un gioco spietato:
non muoiono uomini,
ma interi mondi.
Ricordiamo gli uomini, terrestri e peccatori.
Ma, in sostanza, che ne sapevamo di loro?
Che ne sappiamo di fratelli e amici?
Che ne sappiamo del nostro unico amore?
E anche di nostro padre, sapendo tutto,
noi non sappiamo niente.
Gli uomini passano…
Ed è impossibile richiamarli in vita.
Impossibile risuscitare i loro mondi misteriosi.
Ma ogni volta desidero ancora
Gridare
per questa irrevocabilità
Evgenij Aleksandrovič Evtušenko
Falcata
settembre 23rd, 2006 § 3
Strettafasciata nella gonna troppo lunga,
le strade la città il mondo mi sembrano più grandi
coi tuoi passi,
piccoli
[haiku] :: Coriandoli
febbraio 3rd, 2006 § 0

ritornare bambini
pezzetti di me

