Archivio della Categoria 'poesie'

Nouvelle erotique

Thursday 26 June 2008

Ancheggiare biondo tra lamiere grigiofumo,
una corona di riccioli in controluce mi sveglia
ed è un istante lunghissimo in questa strada tra la metro e l’ufficio,
un istante che scivola su quella carne imperlata di sudore e profumo
si incaponisce tra le pieghe di quel vestito troppo sottile,
si avvolge lungo le sue caviglie
e si arrende ubriaco tra le creste iliache ed il suo ventre.

Una volpe vanitosa, una stronza bellissima e una virago fragile.
Allucinazioni e sfaccettature rubate alla sua nuca mentre la spio camminare ed allontanarsi nel traffico.
Vorrei invitarla a teatro, chiederle se ha mai fatto danza, baciarla e scoprirla e sentire il rumore di quel vestito che cade une due quattro dieci volte, e farle un ritratto e farmi graffiare e scaldarle il sangue in uno qualsiasi di questi portoni o di queste vetrine, così vuoti e così pieni di nulla.

Catrame, polvere, noia. L’odore dolciastro della spazzatura. I clacson e la follia metropolitana.
Non esistono più.
C’è solo il suo modo di camminare e quel vestito che annuncia Primavera

Stiletto nel cuore

Thursday 13 September 2007

 

stiletto-bootstacchi-a-spillo

Vorrei regalarti delle scarpe
coi tacchi a spillo
e sbatterti contro il muro
vestita solo di quella vertigine

Anche se, o forse proprio perchè,
so benissimo,
troppo benissimo,
che prima
o al massimo poi
godrai ad infilarmi quello stiletto dritto nel cuore.

Ed allora capirai benissimo
dov’è.
Dov’era?
Il cuore.
Ma no, non preoccuparti amore,
a me (,) neppure (,) serviva

 :)

(colonna sonora Fabrizio De Andrè - La Ballata Dell’Amore Cieco , ovviamente)

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Odio i gabbiani

Tuesday 20 March 2007

Odio i gabbiani,
odio vederli planare tra i grattacieli affamati di blu,
il mare che sa di mercurio gli ha insegnato il sapore della spazzatura
e i riflessi, muti, delle pareti di vetro.

Odio i gabbiani,
perchè odio me stesso e i miei fratelli
i loro assassini colorati e la mia ignoranza frettolosa

Odio i gabbiani,
perchè i gabbiani sono il mare e il vento e il sale tra le piume,
e invece loro sono lì ma intorno a me la Tangenziale è una sequoia di cemento,
in quest’alba di speranza avvelenata al monossido

gabbiani.jpg

[tags]gabbiani, spazzatura,mercurio,vento,tangenziale,mare,speranza,veleno,postmodernità[/tags]

Evtusenko: Uomini

Thursday 15 March 2007

Una poesia che è come l’acqua ragia; un solvente, per i dolor…colori più testardi.


Non ci sono uomini poco interessanti.
Sono i loro destini storie di pianeti.
Tutto, nel singolo destino, è singolare
E non c’è un altro pianeta che gli somigli.
Ma se qualcuno è vissuto inosservato
- e di questo si è fatto un amico -
tra gli uomini è stato interessante
anche col suo passare inosservato.
Ognuno
Ha un mondo misterioso
Tutto suo.
E in esso c’è l’attimo più bello
E l’ora più angosciosa,
solo che noi non ne sappiamo niente.
Se muore un uomo,
con lui muore
la sua prima neve, il primo bacio,
la sua prima battaglia…
E tutto egli porta via con sé.
Restano, è vero, libri e ponti
Macchine e quadri. E’ destino
Che molto rimanga, eppure
Qualcosa se ne va lo stesso.
E’ la legge di un gioco spietato:
non muoiono uomini,
ma interi mondi.
Ricordiamo gli uomini, terrestri e peccatori.
Ma, in sostanza, che ne sapevamo di loro?
Che ne sappiamo di fratelli e amici?
Che ne sappiamo del nostro unico amore?
E anche di nostro padre, sapendo tutto,
noi non sappiamo niente.
Gli uomini passano…
Ed è impossibile richiamarli in vita.
Impossibile risuscitare i loro mondi misteriosi.
Ma ogni volta desidero ancora
Gridare
per questa irrevocabilità

Evgenij Aleksandrovič Evtušenko


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