settembre 29th, 2009 §
E raccontami se differenza c’è tra un filo & una corda,
tra una trama e la solitudine.
Di una corda non ci si veste, e con un filo soltanto non leghiamo proprio nulla.
Fili, cordame, intrecci di tessuto.
Filii, figli (in latino).
Fili-, radice greca della philia,
dell’amore.
Non esistono fili(i) da spezzare, corde da cui slegarsi o catene da rompere,mamma: solo&soltanto; illusioni, emanazioni ondulatorie di quella teoria delle supercorde (sic) che prima o poi capiremo davvero. Trama&ordito; di pura energia tessuti all’infinito, la solitudine non esiste. Siamo un’unica, forte & bellissima, onda.
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maggio 7th, 2009 §

Come un aquilone
navigo controvento;
tendo le briglia della frenesia
cavalco nervosamente ogni stallo.
Precipito, decollo, mi gonfio
hai i miei cavi tra le mani e ancora non lo sai
marzo 4th, 2009 §
Panta rei.
Eppure, non riesco a ricordare abbastanza, la memoria collassa e la mia vita mi sembra sottile.
Il tempo breve…
Colpa dei computer, colpa del lavoro moderno, colpa delle relazioni digitali e, ça va sans dire, colpa mia.
Tutto scorre. Tutto scorre. Eppure, a volte mi sembra che tutto scappi.
Panta feughei?
febbraio 21st, 2009 §
Odio leggere sul catalogo Ikea la descrizione esatta dei miei bisogni più profondi, intimi ed urgenti.

novembre 17th, 2008 §
Tre giorni prima del concorso a dottorato.
Tra frutti puri che impazziscono, le spirali dell’aikido e l’amore che mi squaglia.
Pura felicità, nella remota ipotesi in cui dovessi riuscire a passare; in caso contrario…
guardo l’orizzonte!
PS mentre studiavo ho trovato una splendida citazione:
Noi tutti nasciamo con l’equipaggiamento per vivere mille tipi di vita, ma finiamo per averne vissuta una sola
Clifford Geertz
Ecco perché studio Antropologia e sogno di vincere quel dottorato 
febbraio 29th, 2008 §
Mir spasët krasotà
Il Mondo sarà salvato dalla Bellezza
Fedor Dostoevskij
Salvami.
Ancora.
E ancora.
E ancora.
Oooh sì, così
febbraio 25th, 2008 §
Dopo aver decorato su chicchi di riso e fogli pregiati usando la luce di una candela, i miniaturisti arabi del 1500 riposavano gli occhi guardando a lungo l’orizzonte. Possibilmente, dando le spalle all’alba.
Quattrocento anni dopo, io riposo gli occhi guardando il monte di San Martino il lontananza e pensando ai tuoi riccioli. Magari, all’alba…