Archivio della Categoria 'oriente'

Mente zen, mente di principiante: mente innamorata

Wednesday 19 March 2008
Immagine di Mente zen, mente di principianteUn roshi è una persona che ha realizzato quella perfetta libertà che costituisce la potenzialità di tutti gli esseri umani. Egli vive libero nella pienezza di tutto il suo essere. Il flusso della sua coscienza non è fatto di strutture fisse e ripetitive come la nostra coscienza egocentrica, ma sorge anzi spontaneo e naturale dalle effettive circostanze del presente. Tutto ciò comporta una vita dalle caratteristiche straordinarie - capacità di rimanere sempre a galla con le proprie risorse, vigore, spontaneità, semplicità, umiltà, serenità, allegria, incredibile perspicacia e incommensurabile compassione. Il suo intero essere attesta che cosa significhi vivere nel presente. Anche senza che si dica o si faccia nulla, l’impatto puro e semplice dell’incontro con una personalità così evoluta può essere sufficiente perché cambi l’intero sistema di vita di una persona […]

Ma in definitiva non è la straordinarietà del maestro a creare nello studente perplessità, curiosità e profondità, anzi è proprio la sua totale ordinarietà. Siccome egli è semplicemente se stesso, funge da specchio per i suoi studenti. Quando stiamo con lui, avvertiamo nitidamente le nostre forze e le nostre debolezze senza alcun senso di approvazione o critica da parte sua. In sua presenza vediamo la nostra faccia originaria, e ciò che vediamo come una cosa tanto straordinaria non è altro che la nostra vera natura. Quando impariamo a lasciar libera la nostra intima natura, i confini tra maestro e discepolo scompaiono in un profondo flusso di essere e di gioia al dischiudersi della mente di Buddha.

Shunryu Suzuki Roshi : Kyoto, 1970

Ci sono molte, molte persone a cui vorrei (e dovrei) dedicare questa frase. Ma soprattutto a te, mi amor )

Otori

Friday 23 February 2007

<<E’ bello essere a casa>> mormorò Shigeru. <<Ma, come il fiume preme alle porte da fuori, così fa il mondo. Ed è nel mondo che ci tocca vivere>>
da La leggenda di Otori

Buddha satanico

Tuesday 6 June 2006

E’ curioso notare proprio oggi, 6/6/06, che il simbolo dell’ombelico di Buddha somiglia così tanto all’iconografia del numero della Bestia.
In uno i tre spicchi simboleggiano l’unione di mente&parola&corpo, per i Buddhisthi necessaria al raggiungimento dell’illuminazione;( il vuoto al centro è probabilmente la condizione di vuoto mentale a cui si aspira durante la meditazione).
Nell’altro sono tre 6 che ruotano intorno ad un centro condiviso.

Buddha & il diavolo. Interessante sovrapporsi di percorsi gnostici.

fare&disfare: sageo

Wednesday 3 May 2006


Un sageo è il nodo che lega la katana all’hakama.
La spada alla vita del suo portatore.
La lama alla mente.

"Appena ti fabbrichi un pensiero … ridici sopra" diceva Lao Tse.
Sarà per questo che ogni volta che torno al mio sageo lo sciolgo?

Un sageo è un nodo complesso, come un nodo marinaio ma con l’eleganza sintetica di un origami.
Un sageo è un nodo bellissimo, da fare e da ammirare.
Un sageo richiede pazienza, molta.
Sembra un nodo assurdo, e invece basta tirare un solo filo per scioglierlo, per annullarlo, come un onda la sabbia.

Un amore è un nodo, un’amicizia è un nodo, una carriera è un nodo, una preoccupazione è un nodo, una paura è un nodo, una conquista è un nodo?
Fare&disfare, la vita è così. Creiamo nodi che il tempo i nemici o noi stessi prima o poi ci sorprenderemo a sciogliere, sfilando con inaspettata semplicità il capo di quello stesso nodo che fino a pochi ideali prima credevamo invincibile.
Fare&disfare, fare&disfare, la vita è così, folle, splendida, inutile e meravigliosa.
Come i mantra di sabbia buddhisthi.

Appena ti fabbrichi un pensiero … ridici sopra.
Appena ti fabbrichi un nodo, scioglilo.

In seiza su un cuscino blu, al centro di un tappeto di alghe marine intriso di risacca, ho ripiegato il fodero viola della mia spada sulla sinistra. Sento il peso della katana sulle ginocchia, tengo gli occhi chiusi nonostante il buio per costringere le dita a guidare la mente e non viceversa. Penso con le dita, ecco. Ho finito, ora la mente è pronta per usare la spada e non viceversa. Mi alzo in piedi, la sinistra stringe il legno laccato del fodero. La lama sibila mentre la sfodero, il colpo vibra nei gomiti, espiro, rinfodero. Tiro un capo del sageo, il nodo ritorno un pezzo di tessuto informe, ora so di poter andare a dormire. Il sageo ha sciolto via tutti i miei demoni, posso dormire e sognare, sorrido.

E così, ogni sera che sento il richiamo di quel fodero di tessuto viola, mormoro il mio mantra invisibile al vuoto.

Libera i tuoi nodi, torna a stringerli, tieni salda la lama alla mente.
Prima o poi ti servirà.


per giapponesofili, incuriositi dalle immagini, appassionati di iaido, arti marziali etc etc … click qui

[foto] :: il rotolo taoista

Saturday 1 April 2006

Scattata ad un rotolo di cartone, che si è autonomente srotolato in questa forma.
Credo volesse insegnarmi qualcosa

Rabbi Elsik & il tesoro dietro la stufa

Tuesday 28 February 2006

Cito testualmente da La follia che viene dalle Ninfe, di Roberto Calasso - Adelphi:

[...] Rabbi Eisik figlio di Jekel ha un sogno che si ripete e gli intima di andare a Praga, dove avrebbe trovato un tesoro nascosto sotto il ponte che conduce al castello dei re boemi. Rabbi Eisik va a Praga, osserva il ponte ma si accorge che è sempre sorvegliato da sentinelle.
Testardo, continua a vagare nella zona. Alla fine il capitano delle guardie, colpito da quel vecchio ostinato gli chiede che cosa cerca. Rabbi Elsik racconta la storia del suo sogno, il capitano delle guardie scoppia a ridere. E gli racconta un’altra storia:<< Guarda che se i sogni fossero veritieri in questo momento starei facendo un viaggio che è l’inverso del tuo. E naturalmente non troverei niente. Sappi che ho sognato che avrei trovato un tesoro a Cracovia, nella casa di un rabbino che si chiama Elsik figlio di Jekel, dietro la stufa. Figurati, andare a Cracoviadove metà degli uomini si chiamano Eisik e l’altra metà Jekel…>>
Il rabbino Eisik figlio di Jekel ascolta senza commentare e torna subito a casa sua a Cracovia. Dietro la stufa trova il tesoro.
Il punto della storia - osservò un grande indologo, Heinrich Zimmer - non è che il tesoro da noi cercato si trovi più vicino di quel che pensiamo. Se così fosse, la storia di Rabbi Eisik somiglierebbe a mille altre. Il punto decisivo è che il luogo del tesoro deve essere rivelato da uno Straniero, il quale non sa neppure in quel momento che ci sta illuminando. Se non avesse incontrato il capitano dell guardie nella lontana Praga, Rabbi Eisik non avrebbe mai guardato nell’angolo dietro la stufa di casa sua. [...]

Dedicato agli xenofobi, ai fascisti ammalati un po’ di figlodipapite e un po’ di adolescenza, agli intolleranti e a chi ha paura dell’Oriente. Ma dedicato in realtà soprattutto a siddhartha, che tra due giorni parte per Santiago de Compostela.
Quando tornerai, finalmente folle, dalle Ninfe del tuo Erasmus, ricordati di guardare dietro la stufa! Buona ricerca e buon viaggio, amico mio.


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