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Un bel dì, vedremo
levarsi un fil di fumo
sull’estremo confin del mare
Puccini, Madame Butterfly
Parole. E tu vorresti davvero che io usassi parole per dirti cosa ho visto sulla tua schiena?
Vamos, mariposa. No hagas la tonta.
Ho visto gli acuti della Madama Butterfly splendere di uno step e mezzo di diaframma sovraesposto: lenzuola bianche, pelle bianca, un filo sottile di slip nero; come fosse un ponte nell’assoluto delirio. Assoluto, ab-soluto, disciolto.
Ho visto il tuo tatuaggio&
il tuo fermacapelli&
le tue labbra&
le tue gambe schiudere la stessa simmetria letalesensuale.
Un mandala di carne ipnotica per un sacrilego dell’infinito come me.
Ho visto i tuoi occhi mori di trinacria guardarmi di sbieco mentre inasprivi i dorsali in uno spasmo complice prevedendo il mio click.
E ho sentito contrarsi il tuo più minuscolo bulbo pilifero come fosse il mio,
contrarsi per il gelo mentre posavi nuda nella mia camera troppo fredda, l’ho visto affacciarsi intirizzito dal baratro del tuo seno sinistro e tremare per riscaldarti.
E mentre mancava la luce in aula per una nuvola di progresso smoggoso con pretese da eclisse, ho visto il tuo capezzolo irrigidirsi controluce e l’ho guardato con gli occhi di chi ha appena ritrovato la memoria.
E mentre il professore parlava di design, io scoprivo i segreti più intimi delle curve di Bézier lungo le tue anche.
Due gocce di piombo liquido giusto al centro delle due fossette ai lati di Atlante, sul bacino. Il piombo è il metallo dei Capricorno. E’ il metallo di chi legge il futuro nell’acqua. Dei proiettili, dei soldatini, dei muratori, della prudenza, degli anni’70. Delle farfalle velenose e bluastre.Due gocce di piombo liquido per le ghiandole velenifere della tua farfalla, perchè possa continuare a gelare belledinotte e oleandri col suo morso notturno. Perchè la Regina della Notte continui ad essere una farfalla Monarca, vero Mozart? Der Holle Rache, ascolta gli arpeggi di quel soprano, si sposta così rapidamente che non sembra muoversi, sembra sparirericomparire come per magia, come per sfregio. Come una farfalla nevrotica. Uterina.
Ho visto troppo. Troppo. Troppo perchè possa essere vero.
E’ solo un tatuaggio, mi dirai.
Non ho mai posato nuda, mi dirai.
Non ci conosciamo, mi dirai.
Hai una brutta fama, mi dirai.
Ho tutte le carte in regola per essere un artista, quindi. Uno che ti guarda, ti spoglia, ti immagina, ti prende, ti porta dentrodisè volenteonolente, ti fa sua senzapreviautorizzazione. Non so disegnare, sono lievemente daltonico e non ho idea di come potrei scolpirti nella pietra; penso, semplicemente penso, mi lascio portare dai pensieri usando le persone come fossero scaglie di glicerina pura messa sulle mie ferite, per sentire sfrigolare la pelle e guardarmi le ossa smangiucchiate dall’acido. Sali d’argento bianconero, sto imparando a usarli: lascia che ti dipingano. Io non ti sfiorerò neppure, sarà la luce a farlo, sarà la luce a dipingerti, a osare dove io non so.
Neanche io ho mai fatto fotografie ad una modella nuda.
Non ho mai chiesto a nessuno di farlo.
Non ho mai neanche pensato di chiederlo a nessuno.
Eppure.
La prima volta non si scorda mai. Era il cornetto Algida, l’imene o il bacio?
Che belle parole, mi dirai.
E’ solo un blog, mi dirai.
Ho da fare, altro, mi dirai.
Non lo saprò mai se non ti fidi perchè sei in fondo araba, perchè sei Capricorno o perchè davvero ti muovi come una farfalla; nel frattempo, come fossi Cassandra mi tieni fuori dalle tue mura mentre a voce bassa ti racconto la tua storia.
Tutto questo ho visto.
E vorresti che usassi delle parole?
Certe cose non hai bisogno di motivi per farle: le fai e basta.
Come fai a spiegare il polline a una crisalide? Come raccontarti il tuo nettare?
Vamos mariposa, no hagas la tonta.
Vete ya, vete, schiudi la tua notte fucsia e fammi dormire di te.
Le farfalle fanno la seta, le donne fanno l’Amore.
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