Natali in collisione accelerata
Tra un Natale e il successivo passano sempre almeno 365 giorni.
In 365 giorni almeno 200 cose degne d’esser ricordate succederanno a ognuno.
Facciamo 150.
100, se hai una vita noiosa.
E allora ti sfido a elencarne ora almeno 50.
Cinquanta.
Natali in collisione accelerata,
il vento secca le foglie le persone le poesie
il vento si consuma via il vento
i figli seppelliscono nella Terra i padri
ma noi aspettiamo seduti nella nostra Mercedes,
su sedili d’Alcantara.
Mentre starai morendo di cancro, i tuoi saranno così gentili da usare il cellulare per chiamare l’ambulanza?
Perchè mentre premo sul pedale dell’acceleratore mi sembra di stare schiacciando un pugnale al benzene nel petto di de Mattei?
Natali in collisione accelerata,
non ricordo più in la di pochi giorni
ho la mente sbiadita,
la mia mente indisciplinata mente
racconta bugie, dimentica verità.
Natali in collisione accelerata,
mi sento una formica,
uno scarafaggio troppo impegnato con la sua palla di merda
mi sento come un’autostoppista docile e paziente
su un autobus direttissimo per l’inferno.
Perchè tra due giorni avrò troppe cose da fare
per ricordare la mia testa,
inclinata di fronte a un cuginetto di sei mesi
solo per avere l’onore di insegnargli lo straniamento
di mostrargli lo stupore, la meraviglia.
Natali in collisione accelerata.
Chissà come si sentiva il marconista nella cabina del Titanic
le lunga dita celesti nell’aria
mentre faceva l’amore con la ragazza di prima classe
innamorata del proprio cappello
Come noi due oggi nella mia cabina, credo.

