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Tutto scorre, tutto cambia, anche il sottoscritto! Non è detto che mi ritrovi ancora del tutto nelle cose che ho scritto…
Quando le persone con le quali sei stato gentile o a cui hai fatto dei favori o che semplicemente ti aggradano commettono un errore, dovresti ammonirle in privato e fungere da intermediario tra loro e gli altri, per evitare che la loro reputazione sia macchiata. In pubblico, le loderai e ne parlerai come di alleati impareggiabili e persone eccezionali.Qualcuno che, in privato, venga rimproverato con un certo tatto, potrà correggere i propri difetti e migliorare. Un discorso in sua lode otterrà quest’effetto: gli altri cambieranno opinione sul suo conto, e la cattiva reputazione svanisce spontaneamente.
In tutte le questioni, ci si deve attenere alla compassione. Con questo intento, ben radicato nella mente, si agirà sempre bene.
Yamamoto Tsunetomo, Hagakure (1670 circa): il codice dei samurai (in L’arte della guerra e della strategia, a cura di Leonardo Vittorio Arena)
Come afferma il curatore del testo: La compassione viene manifestata in un ambito sociale, e non è semplice riconoscimento di una fratellanza universale, secondo la grande frase upanishadica tattvamasi («quello, cioè l’altro, sei tu»). E’ un sentimento pratico, che passa attraverso l’etichetta (rei).
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