Superficie. Contatto. Dammi il tuo derma, ho freddo

Superficie melliflua di formiche in modalita’ shopping.

La strada puzza di naftalina, puzza di freddo, puzza di nuovo, puzza di vestito della domenica. Domenica, dominus-day. Giorno di DIO. Quale DIO? Dio-marketing. Dio mio.

Giorno di acquisti, giorno di compere, con bambini appesi felici all’ultima valigetta di Harry Potter e tanti black-Babbo Natale che suonano la versione etno di un’hit da discoteca. Giorno di superficie, come tutti.

Superficie piccola mia, quella pelle che tu mi hai tolto a Sevilla; definitivamente scorticato dalle tue labbra, cammino travestito da me stesso mentre il derma continua a infiammarsi sotto un bel cappotto grigio. Superficie di esistenze asettiche, mercurio fracassato di un termometro scoppiato che rotola inafferrabile. Hai mai rotto un termometro? Non e’ bello, da raccogliere. Il mio l’hai rotto tu, e ora sono una di quelle sfere cromate, impazzita, solitaria, inutile.

Ho freddo cazzarola, fa freddo quando perdi il derma, fa freddo a camminare per strada con lo spirito nudo. Mi sembro gatto Silvestro, ridicolo e rosa; i’ che strunz.

Dammi il tuo derma, no non voglio la tua pelle, quiero tu carne. Dammela ora, qui, senza lenzuola di seta, senza speranza, davanti a tutti; non vedranno. Non sanno farlo.

Voglio un fisico, un cervellone esperto in dinamica dei fluidi; voglio che mi spieghi percomecaspitopuòessere che una massa cosi’ grande di persone non si sfiori neppure, cammini come sfere di un termometro rotto, no non sono ribelli sono solo perse, non sanno unirsi, dov’e’ la fusione, dov’e’ il contatto? E poi voglio un economo, perchèdiavolodevoaccettare di toccare un altro essere umano solo attraverso il denaro. E poi un sociologo,maèdavveronormale chiedere “scusi” se appena lievemente incrociamo la bolla di esistenza di un altro essere vivente? Terrore del kaiser. W il XXI secolo.

Superficie. Superficie è il tessuto di quel jeanscosicarinolhopagatosolo59euro, è quel programma davverosimpaticoilconduttoreètroppofresco, superficie è mafumareconlaboccafavenireiltumoreallalingua? superficie è uaaaahaggpariatassajefrastevnudiggeitroppauerr. Io non lo so cosa cacchio e’ superficie, non posso pretendere di saperlo; so che funziono al contrario, questo lo so bene, e quando mi manca l’aria, sono in superficie. Non so dove sia il profondo, ma ancora respiro.

Respiro la pelle di mia nonna, raggrinzitarugosaemorta. Respiro l’acquachetiscivolasuipiediefiltranelterreno. Respiro l’housedisperataballataadocchichiusi. Respiro che caspito ne so cosa. Almeno ci provo. Finche’ la mia mente sopravvive, respiro. Poi non so.

Scendo il cane, quando torno me voy a dormir. Macchiero’ il piumone di derma sanguinante. Chissenefrega.




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