sono tutti perfetti
Sono tutti perfetti.
Non serve morire per capirlo; non serve essere Samurai per saperlo. Donne, attimi, amici, perfetti sconosciuti, nemici: sono tutti perfetti. Quando rinunciamo allo specchio, quando Narciso e’ ormai esangue, crederemo al velo di Maya. Alle mura di Matrix. All’estasi, alla poesia e a Gea. Scopriremo i segni&simboli della mente, e con scoprire non intendo SCOVARE; intendo proprio scoprire, come quando strappi via le lenzuola al cadavere di un amico morto in battaglia. O come sfilare un negligé di seta dalle sue gambe se preferisci. E scoperti i simboli, devi solo dimenticarli, svuotare gli spazi tra i nervi e lasciare fluire la vita.
Sono tutti perfetti. Fiori di pesco, balze di pizzo, progetti grafici e arpeggi di flamenco. Sono tutti perfetti. O forse è più giusto dire che “perfetti tutti sono”; lasciarlo in ultima posizione rivela l’unico requisito della perfezione, l’esistenza. Qualsiasi esistenza, foss’anche “solo mentale”. Non so scrivere haiku. Perchè mi hai lasciato? Perchè mentirmi? Perchè ti odio e mi manchi? Perchè vorrei essere un fiore di pesco ora? Erano quelli di Narciso o di oleandro ad esser velenosi? Non ricordo. Fatto sta, che mi sono intossicato. Bah.

