Tetano trigono

Mi crocifiggi ad una trave nuova di zecca
con chiodi arruginiti.
E mi chiedi “come va?”

Come va.

Odio essere colpito alle spalle. Non lo perdono a nessuno. Nessuno.

Se non ti ho ucciso con le mie lame significanti,
sai che sapevo
se non ti ho strappato i neuroni a morsi
sai che volevo
se non t’ho iniettato tossine negli occhi
sai che potevo
magari ti convinci che qualcosa è cambiato in me.

Mi hai tradito e lo ammetti solo dopo due anni, mentre tieni in grembo la mia compagna. Lasciarmi inchiodare così è stato il mio pegno d’amore nuovo. Sopportare il veleno che mi annerisce i pensieri, il mio regalo per te. Spero capirai. So che capirai.

Come va. Sono felice. Felice Mastronzo, come quel poverino all’anagrafe delle barzellette.




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