Il giardino inglese. A trois

la Reggia di Caserta.
La modesta e onesta dimora dei Borboni.
Parva sed apta mihi.

Alla Reggia di Caserta fanno “percorsi di luce”. Indescrivibile visita guidata. Stanotte è stata una treggia.

Acqua, acqua come all’Alhambra, dimora dei grandi sultani Arabi (il popolo che ha inventato lo Zero, Zephir, il vuoto…), acqua lunga tre chilometri, acqua dalla cascata di Diana ed Atteone.

Semele, Cerere, Giunone, Potnia….ogni epoca ha visto uomini innamorati. E uomini innamorati scrivere le proprie donne. Donne descritte come dee. Dee. Donne. Ma quei nomi da Patnheon sono il dito, non la Luna che indica(va)no…

Perchè in tre? Perchè sono voluto venire in tre al giardino inglese? Ascoltate la guida…ascoltate gli alberi…un giardino inglese ha alberi piantati a caso, senza ordine di specie alcuno. Un giardino inglese è caos. Un giardino inglese ha il gusto di un popolo che ha resistito a Cesare, alla Chiesa Cattolica; il popolo dei menhir e dei druidi. Dei falcetti di luna per sgozzare le vergini. Ha il gusto del caos. In tre perchè Maria Carolina Regina del Regno delle due Sicilie ha voluto un giardino per i suoi confratelli massoni che inneggiasse al disordine. In tre perchè arrivati a uno spiazzo di alberi sapevamo che era quello dei druidi. E l’hai baciata mentre la folla di turisti napoletani, giapponesi per qualche ora, si allontanava. In tre perchè Diana ha una semiluna sull’elmo. Perchè il caos è uterino e nevrotico, come le donne.

In tre perchè la parola indiana per droga,sperma,ciprina,ambrosia è la stessa: soma. ed è lo stesso a cui inneggiava Vanvitelli, nascosto dietro l’acqua, dietro deliranti arzigogolii massonici, dietro complessi ed arditi riferimenti neoclassici. Inneggiava all’umido che ognuna di voi è. All’umido che, solo, rende un senso alla vita, altrimenti sterile, di qualsiasi uomo.

In tre perchè quando tornando mi avete baciato in due quella collina di broccoli del Vomero ha avuto paura. In tre perchè ho pianto da solo e nascosto mentre i turisti sparavano flash sugli alberi. In tre perchè così dice il mio avatar. In tre perchè al giardino inglese si praticavano riti antichi e segreti. Riti contro la morale dominante e asettica di una razionalità sinistra e nervosamente aggressiva. In tre perchè eravamo un inno alla vita. Un grido di vita proprio il giorno in cui hanno rubato l’Urlo di Munch. In tre perchè è stato dolcissimo. In tre perchè in Iraq facciamo la guerra. E qui facciamo l’amore. Perchè ho paura. Paura. In tre perchè lungo quei viali camminava incappucciata l’intelighenzia più antica e regale dell’epoca. Il vero ed unico Sang Real. Santo Graal. Altro che un calice unico d’oro e diamanti, è il ventre di carne e sangue d’ognuna di voi. Camminavano streghe, druidi, sciamani e mammane, per una strada lunga millenni. E su quella strada stanotte era il nostro turno.

Un giorno, domani, presto,
saremo morti, cibo pronto per vermi.
Eppure torneremo ancora a volare,
energia digerita per ali giovani,
quando toccherà a un qualche altro animale
sfidare l’entropia.
Stanotte però, so che l’abbiamo vinta.
E l’infinito, respira.

In tre perchè vi amo.




1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

2 Commenti a “Il giardino inglese. A trois”

  1. me scrive:

    Ciao, sono quello che ha pensato e fatto percorsi di luce, e che ha dato vita essere e tutta la passione per quel maledetto-benedetto giardino. Grazie le tue parole mi hanno dato emozione, le tue emozioni sono una soddisfazione enorme. grazie

  2. eNeRgIa scrive:

    Sono senza parole…. ) se quello che dici è minimamente vero…sono emozionato io a leggere le tue di parole! Se come temo è vero per intero…beh troppo onore! ) A presto e grazie a te, Dario

Scrivi un commento


Online No User Is Browsing This Site