Il cancro, la mitosi e la mia laurea | inutile
A livello cellulare vita vuol dire mitosi.
Un processo di divisione cellulare equazionale.
Riproduzione per clonazione delle cellule.
Avviene continuamente, anche adesso mentre leggete, qualche cellula si sta clonando.
Il cancro fa impazzire le cellule del nostro corpo, constringendole a riprodursi senza controllo, un’anarchia con metastasi incluse nel prezzo. Oltretutto rendendole immortali, fermando il naturale processo di invecchiamento dei telomeri. Una morte inarrestabile. Come Superman.
E come Superman, ha la sua Kryptonite: la chemio. La chemio blocca ogni processo di riproduzione cellulare presente nel corpo umano, per almeno 18 mesi. Risultato? Donne in menopausa farmacologica, uomini sterili, necrosi epiteliale (–> piaghe), perdita di capelli. E un catetere al centro del petto per i prelievi. Il corpo entra in una sorta di stasi, non vive più, per almeno 18 mesi è quasi morto, fermo. Per fermare l’anarchia del tumore, blocchiamo la vita alle sue basi; come usare un bazooka per una quaglia, ma è l’unica via che conosciamo.
Iscritto al mio 5° anno di Scienze della Comunicazione, con una probabile carriera nel campo delle tecnologie, dove la prendo la forza di continuare a studiare? Di studiare come vendere la prossima Chernobyl tascabile, marcata Nokia. O la nuova macchina a propulsione cormoranica (sputa cormorani incatramati micronizzati dallo spinterogeno, sarà un successone)? Dove la prendo le idee per la mia una tesi in “Distruzione lenta della razza” o “Annientamento a lungo raggio della specie umana” o “Death-marketing: scenari di inviluppo“?
Perchè è in questo che rischiamo di laurearci, se non riflettiamo sui rischi insiti nel nostro tipo di studi. La nostra non è una laurea inutile, è una laurea rischiosa. Il fumo che oggi impariamo a vendere, un domani lo respireremo tutti.
Ho bisogno di aiuto, davvero.
Di qualcuno che mi dica perchè studiare.
Che mi dica che non sono solo un folle,
che posso diventare qualcosa di diverso da un venditore di fumi tossici colorati.
Sento di stare facendo il gioco delle blatte: loro resisteranno a tutto, anche alla prossima atomica. Sono loro i capi dei capi, i veri CEO, i veri mandanti del 90% dei Marketer spregiudicati in carriera, ex vrenzole/i laureati à la americaine e con tante idee da vendere… Uau. Sto studiando come creare il paradiso delle blatte.
Dedicato a una bionda che considera la nostra un’amicizia strana, impossibile, anomala. Esagerata.

