Heisenberg e Matte Blanco
la differenza tra arte e scienza sarebbe, da questo punto di vista, che nella scienza il pensiero mette a fuoco un argomento ben definito, che può studiare con precisione: il suo soggetto di studio sta, per così dire, dentro l’ambito della visione maculare dell’occhio della coscienza. Nell’arte, invece, l’oggetto è così esteso e così molteplice che non può entrare nel circoscritto spazio della visione maculare. Si potrebbe dire che l’oggetto dell’emanazione artistica occupa tutto il campo della visione della coscienza, inclusa la visione maculare
Remo Bodei, tratto da http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/021213a.htm
Ho un’idea: il principio di indeterminazione ermeneutica, principio tale che postulando una mente senziente in un sistema spaziotemporale definito e due variabili cosa & perchè, tale mente potrà sempre e soltanto determinare con la massima precisione una soltanto delle due variabili; c’est à dire che o sa cosa osserva, o perchè lo osserva.
C’est à dire che la coscienza è un bel casotto.
C’est à dire, i monaci Shaolin conoscevano la fisica quantistica molto prima di Fenyman. Letteralmente. Ma noi abbiamo il computer. Internet. La pubblicità. La grafica. Il cancro. Il panico.

